Apnee Notturne

COSA SONO E COME TRATTARLE

Apnee Notturne

COSA SONO E COME TRATTARLE

LE APNEE NOTTURNE E LA SINDROME DELLE APNEE OSTRUTTIVE DEL SONNO (OSAS)

Il sonno occupa circa un terzo della nostra vita ed è fondamentale per il benessere del nostro organismo. I disturbi respiratori del sonno non vanno mai sottovalutati perché si ripercuotono anche sulle ore diurne. Influenzano negativamente l’andamento lavorativo, i rapporti sociali e tutta la sfera psicologica del soggetto, oltre ad aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche.

I disturbi respiratori notturni sono delle alterazioni della normale respirazione e si verificano durante il sonno.

 

Il più diffuso è l’OSAs (Sindrome Apnea Ostruttiva nel Sonno) ovvero una transitoria ma ripetuta interruzione del respiro la cui causa è dovuta al restringimento o addirittura alla chiusura delle vie aeree superiori durante il sonno.
Fisiologicamente il sonno induce uno stato di rilassamento della muscolatura dell’organismo e quando la perdita del tono muscolare risulta eccessiva, le pareti delle vie aeree superiori iniziano a vibrare producendo in questo modo il ben noto fenomeno del russamento. Il passaggio dell’aria diventa così più difficoltoso e si può verificare un vero e proprio collasso o chiusura delle pareti sino all’interruzione completa del respiro o apnea.

L’apnea ostruttiva nel sonno è  un disturbo estremamente frequente.

 

Nell’adulto il russamento, soprattutto se associato alla sensazione di sonno non riposante e alla sonnolenza diurna più o meno presente, può rappresentare il sintomo di una patologia potenzialmente pericolosa: la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS).

Apnee notturne (OSAS)

L’OSAS, spesso non diagnosticata, è una malattia molto frequente che aumenta il rischio di ictus, infarto, fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa e diabete.

Le apnee, impedendo il passaggio dell’aria, determinano una riduzione dell’ossigenazione del sangue e, se numerose, producono effetti negativi sul sistema cardio-circolatorio, cerebro-vascolare e sul metabolismo.

La ripresa del respiro al termine di ogni episodio di apnea è determinata da un micro-risveglio che il paziente solitamente non avverte e che serve a sbloccare le vie respiratorie.

Queste interruzioni continue dovute ai micro-risvegli necessari a consentire la ripresa della respirazione, causano la frammentazione del sonno.
Questo tipo di sonno è poco ristoratore e la cronica deprivazione di sonno che ne deriva può manifestarsi con:

 

  • sonnolenza diurna
  • disturbi dell’umore
  • difficoltà di concentrazione e di apprendimento
  • calo della memoria
  • calo del desiderio sessuale
  • insonnia e irritabilità

La sonnolenza può fortemente influire sulla qualità della vita e sulle relazioni e incrementare notevolmente il rischio di incidenti stradali e incidenti sul lavoro.

Altri disturbi spesso presenti nell’OSAS sono:

 

  • bocca asciutta al risveglio
  • cefalea mattutina
  • risvegli notturni con sensazione di soffocamento
  • sudorazione notturna
  • nicturia (fare più volte pipì di notte)
  • reflusso gastro-esofageo

Sovente le persone affette da OSAS non sono consce della loro patologia, riferiscono solo di svegliarsi non ben riposate, a volte è l’eccessiva sonnolenza diurna che le fa rivolgere al medico, ma più spesso è chi dorme con il paziente che nota l’interruzione del respiro o è infastidito dal rumoroso russamento.

 

Il trattamento di questa patologia, può essere chirurgico o conservativo. La terapia chirurgica prevede la risoluzione della problematica a monte dell’apnea, e può andare dalla correzione della deviazione del setto nasale, alla correzione delle posizioni scheletriche dei mascellari.  Per le condizioni generali del paziente o per la sua volontà non sempre è possibile procedere al trattamento chirurgico e in questi casi abbiamo a disposizione trattamenti conservativi. La terapia conservativa più comune dell’OSAS è rappresentata dalla respirazione a pressione positiva continua (CPAP), che molto spesso non è ben tollerata dai pazienti. La terapia con dispositivo di avanzamento mandibolare, indicata nelle apnee ostruttive da sonno lievi / moderate e nelle forme di maggiore severità che non tollerano la CPAP e che non possono essere sottoposti a trattamento chirurgico, determina uno stiramento dei tessuti molli e un aumento del tono muscolare delle vie aeree superiori, riducendo l’ostruzione durante il sonno, grazie ad un movimento condizionato della mandibola che ne determina un suo avanzamento calibrato e graduale. Attualmente è entrato in vigore nel Codice della Strada il divieto di guida per chi soffre di apnee gravi e arrivano adesso le norme che disciplinano il rinnovo o il rilascio della patente per chi è affetto da Sindrome di apnee ostruttive nel sonno: nel caso in cui il medico rilevi l’assenza di sonnolenza diurna o una sua lieve presenza certificherà l’idoneità alla guida.