L’OSAS, spesso non diagnosticata, è una malattia molto frequente che aumenta il rischio di ictus, infarto, fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa e diabete.
Le apnee, impedendo il passaggio dell’aria, determinano una riduzione dell’ossigenazione del sangue e, se numerose, producono effetti negativi sul sistema cardio-circolatorio, cerebro-vascolare e sul metabolismo.
La ripresa del respiro al termine di ogni episodio di apnea è determinata da un micro-risveglio che il paziente solitamente non avverte e che serve a sbloccare le vie respiratorie.
Queste interruzioni continue dovute ai micro-risvegli necessari a consentire la ripresa della respirazione, causano la frammentazione del sonno.
Questo tipo di sonno è poco ristoratore e la cronica deprivazione di sonno che ne deriva può manifestarsi con:
- sonnolenza diurna
- disturbi dell’umore
- difficoltà di concentrazione e di apprendimento
- calo della memoria
- calo del desiderio sessuale
- insonnia e irritabilità
La sonnolenza può fortemente influire sulla qualità della vita e sulle relazioni e incrementare notevolmente il rischio di incidenti stradali e incidenti sul lavoro.
Altri disturbi spesso presenti nell’OSAS sono:
- bocca asciutta al risveglio
- cefalea mattutina
- risvegli notturni con sensazione di soffocamento
- sudorazione notturna
- nicturia (fare più volte pipì di notte)
- reflusso gastro-esofageo
Sovente le persone affette da OSAS non sono consce della loro patologia, riferiscono solo di svegliarsi non ben riposate, a volte è l’eccessiva sonnolenza diurna che le fa rivolgere al medico, ma più spesso è chi dorme con il paziente che nota l’interruzione del respiro o è infastidito dal rumoroso russamento.
Il trattamento di questa patologia, può essere chirurgico o conservativo. La terapia chirurgica prevede la risoluzione della problematica a monte dell’apnea, e può andare dalla correzione della deviazione del setto nasale, alla correzione delle posizioni scheletriche dei mascellari. Per le condizioni generali del paziente o per la sua volontà non sempre è possibile procedere al trattamento chirurgico e in questi casi abbiamo a disposizione trattamenti conservativi. La terapia conservativa più comune dell’OSAS è rappresentata dalla respirazione a pressione positiva continua (CPAP), che molto spesso non è ben tollerata dai pazienti. La terapia con dispositivo di avanzamento mandibolare, indicata nelle apnee ostruttive da sonno lievi / moderate e nelle forme di maggiore severità che non tollerano la CPAP e che non possono essere sottoposti a trattamento chirurgico, determina uno stiramento dei tessuti molli e un aumento del tono muscolare delle vie aeree superiori, riducendo l’ostruzione durante il sonno, grazie ad un movimento condizionato della mandibola che ne determina un suo avanzamento calibrato e graduale. Attualmente è entrato in vigore nel Codice della Strada il divieto di guida per chi soffre di apnee gravi e arrivano adesso le norme che disciplinano il rinnovo o il rilascio della patente per chi è affetto da Sindrome di apnee ostruttive nel sonno: nel caso in cui il medico rilevi l’assenza di sonnolenza diurna o una sua lieve presenza certificherà l’idoneità alla guida.